PHOTO MARKETING

Mentre discutevo con alcuni colleghi di un’agenzia immobiliare milanese per una strategia comune del dopo sbornia da virus, mi sono reso conto dell’importanza nella formazione e nel gruppo. I capi governano da soli, ma con un buon gruppo affiatato, escono fuori belle idee e un processo creativo di fattibilità. Perché il principio diretto a tutto questo è la seguente: cosa fare prima che la crisi finisca e il mercato ricominci. La parola d’ordine è il PRIMA CHE. Ciò che ho osservato nel mio piccolo mondo di fotografo immobiliare, è una marea di annunci di pseudo guru dell’immagine che nessuno ha mai sentito nominare, in cui regalano una/tre tutorial per dei video corsi, seguiti ad altri a pagamento, su come gestire al meglio il lavoro di fotografo o scattare bellissime foto. (segue a pagina due)

Il cazziatore impreparato!

Ciao a tutti. Finalmente a Milano sta spuntando il sole e spero anche un po’ di caldo, perché questo marzo è stato più invernale del febbraio appena trascorso. Bene, nella speranza che vada tutto per il verso giusto, anche se la situazione anormale non lo permette, non farò il tuttologo o l’esperto ad minchiam di cose per cui accettare l’ignoranza in materia, non è così vergognoso. Ma è accaduto qualcosa che non mi ha fatto arrabbiare, ma che ha generato un cambio repentino nelle amicizie via facciadilibro… (continua a pagina due)

#IONONESISTO

Sapevo di essere strano, particolare, anticonformista, antipatico, asociale od originale… però mi mancava la dicitura “fantasma”. Orbene, poco meno di mezz’ora fa, per la precisione precisina alle 16 p.m., per l’addetto all’ingresso dell’Esselunga di via Legnone a Milano, io non esistevo e non mi faceva entrare. Non siamo ancora arrivati ai livelli di controllo psicotico dei cinesi dove ogni persona è monitorata, cifrata e controllata in video sorveglianza e non oso pensare in quali altri modi. Il motivo semplice ma mica tanto, era che all’ingresso del supermercato, hanno iniziato a fare la misurazione della temperatura ai clienti in ingresso ed ops… il rilevatore in mano all’addetto, con me non funzionava. Dapprima ha cercato di misurarmela dal polso, poi dalla fronte, poi nell’altro polso, ma nulla. Per la macchinetta, io non respiravo, né esistevo. Mentre gli altri clienti passavano senza problemi, io restavo bloccato in una specie di limbo dei dannati. Non potevo andarmene né proseguire. L’addetto era visibilmente nervoso ma io ridevo come un idiota, perché mai mi sarei aspettato di trovarmi in una simile situazione paradossale. L’addetto, al terzo tentativo mi dice: stia calmo e non si faccia prendere dal panico. Io nel panico? IO? Ma quando mai. Lo guardo e gli dico: ha mai visto una persona spaventata ridere divertita? Al quinto tentativo volevano chiamare il medico per un consulto, ma spostandomi dall’attuale posizione ad un’altra, improvvisamente la macchinetta ha mostrato dei segni di vita. SONO… VIVOOOOOOOO!!! Felice per avercela fatta, faccio la mia porca spesa e vado via. Certo ché se fossi andato sotto gli effetti dell’allergia, sarebbe stato plausibile che la macchinetta facesse le bizze, ma non che non rivelasse la mia temperatura. Poi, una realizzazione: io odio il freddo, oggi fa molto freddo e il mio corpo si raffredda velocemente quando fa freddo. I miei piedi freddi lo dimostrano in modo inequivocabile. Dunque, finché sta pandemia da walking dead non sarà terminata, mi autoescluderò dal fare la spesa se fa molto freddo oppure potrei mettermi nei piedi dei termos a 50 gradi che li tengano caldi (tanto ho le mani d’amianto e prima che senta dolore, ne passa di tempo). Che cosa mi insegna questa esperienza? Una mazza. Lo raccontata solo perché troppo divertente. Si, ma i miei piedi sono gelati. Scusate, ma vado a immergerli nell’acqua bollente.

Al mio medico di famiglia… grazie!

Stavo pensando ultimamente ad un post che parlasse di come, al tempo dell’apocalisse hollywoodiana, passo le mie giornate ed a riflettere sulla mia condizione di sfigato con la partita iva. Fatto sta che ancora ad oggi reputo esagerato questo allarme di un virus, che se pur nuovo, non è nient’altro che un’influenza più forte del normale: fosse stato di ben altra natura, avremmo cataste di cadaveri per strada, fosse comuni, paralisi e panico incontrollato. Vogliamo… voglio ricordare che su dati dell’ISS, i morti DA Covid-19 sono solo TRE (tre). Non trentamila, ma tre persone. Tutte le altre sono morte PER il Covid-19 e tutte avevano condizioni deficitarie pregresse. Inoltre, a ben guardare, molti dei farmaci già esistenti, stanno avendo successo sul virus. Quindi, di che stiamo blaterando? Anch’io adotto misure di cautela ma non accetto che la mia condizione di libero professionista sia messa in pericolo. Tutti i settori, sia economico che sociale, che ci/mi riguardano (non solo a me ma anche a chi ha la sfortuna di non essere ricco e di avere la partita iva) sono messi a dura prova. Da giorni l’Italia è ferma, ma noi di Milano, (segue a pagina due)

MILAN QUARANTINE: CURFEW UNDER THE FLAG

19 marzo 2020, Piazza degli alberi, Milano

Ieri sera, sono uscito per realizzare un nuovo reportage fotografico, per immortalare e mostrare ciò che sta avvenendo a Milano. Diciamo per i posteri e per una conoscenza futura. Le foto postate non sono state scattate alle tre del mattino o prima dell’alba. Nossignore. Sono state realizzate dopo il tramonto, fra le 19 e le 20 circa, di un giovedì quasi primaverile nella vitale e chiassosa città di Milano. Una mini metropoli che pare una perfetta New York in miniatura, con la sua energia e la sua joie de vivre. Finché non è arrivato un nemico silenzioso… un virus che non è altro che un’influenza più forte di quelle precedenti. Ma già basta per averci fatto chiudere in casa come topi in trappola nell’attesa dei carri armati per le strade. Un’esagerazione? Non direi visto ciò che assistiamo giorno per giorno in continua evoluzione. Tutto questo si sta, inesorabilmente spegnendo? Diciamo di no: tanta è ancora la gente per le strade: chi fa jogging, chi si appropria del cane del vicino per farsi una passeggiata (per i poveri quadrupedi i sindacati non si muovono?), i rider che sfrecciano per la città e gli incontri clandestini di amici o conoscenti lontani dalla luce per non farsi scoprire (sic, li ho visti!). C’è un senso di rifiuto a questa situazione e del resto siamo italiani e come tali facciamo fatica ad adeguarci a determinate regole. Ciò nonostante, mai come ora ci sentiamo uniti e più vicini, con espressioni e stendardi sui balconi o negli edifici della city che mostrano con orgoglio la bandiera italiana al mondo. (segue a pagina due)

MILAN: QUARANTINE ZONE, PHOTO REPORTAGE

Sto vivendo… anzi, stiamo vivendo noi italiani e in particolare noi lombardi, una situazione che a dispetto degli altri, è incominciata da molto più tempo e che come tale, temo disgraziatamente, non finirà nei tempi previsti, trascinandoci in una situazione economica funesta. Giorni fa ho scritto: sono un imprenditore; sono un operaio; ho la partita iva. Non ci aggiungo un laconico, sono fottuto ma se chiedono un minimo di disciplina per uscire il prima possibile da questa situazione, un motivo ci sarà. Eppure… (segue a pagina due)

Contessa Mercedes

libere immagini per liberare la mente...(+18)

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

Enterprises...

..."alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessuno è mai giunto prima"

Francesco Gallucci

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Evelyn ✏ I disegni sono lo specchio dell'anima

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La vita e' un carosello

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L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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